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Parola d’ordine: #zittiebuoni

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Vi sarà sicuramente capitato di voler accedere ad un dispositivo senza conoscerne la password. Cosa fate? Io, ma penso la maggior parte di noi, solitamente penso all’anno di nascita, la squadra del cuore, le iniziali del proprietario, dei suoi figli o del suo gattino, e poi inizio a pensare alle possibili combinazioni. Non faccio mai più di 2 tentativi. Il terzo, è risaputo, è fatale!
Bene, se dovessi inserire la password per questo 2021 non avrei dubbi, digiterei: “#ZittieBuoni“ sicura di beccarla al primo colpo. Eh sì perché “Zitti e Buoni” è indiscutibilmente il leitmotiv di quest’anno pandemico bis. Perché l’Hashtag? Bè ovvio, al giorno d’oggi nemmeno una password viene scritta senza essere “trendizzata”!
Siamo solo al primo quadrimestre dell’anno ma la frase “Zitti e Buoni” ha già vinto il “Festival di Sanremo”, ha chiuso tutti i dibattiti negli innumerevoli Talk (Virus) Show, ha rappresentato l’epilogo di ogni confronto e, per finire in bellezza, è stata sventolata in faccia ai manifestanti di #IoApro.

Non scrivo per dar prova della mia conoscenza dei diritti costituzionali di riunirsi e di manifestare il proprio pensiero, non è questo il luogo né, tantomeno, il punto del discorso. Non scrivo per un giudizio nel merito, né, tantomeno, voglio avere la presunzione di avere una verità. Anche perché io questa verità non ce l’ho. Quella la lascio agli altri. E sì, perché, a quanto pare, tutti hanno una verità: complottisti, scienziati, negazionisti, governatori e chi più ne ha più ne metta. Che non si provi a contraddirli: a chi lo fa ripetono, nemmeno poi tanto velatamente, di stare “Zitti e Buoni”.

Tutti sanno tutto! Ma allora perché nessuno ha la soluzione e, soprattutto, perché tutti ormai sono esperti delle discipline più complesse come la virologia, l’epidemiologia, la pneumologia ma nessuno ricorda le basi della ristorazione? Eppure, queste le conosciamo tutti: + Coperti = Guadagno, 0 Coperti = Fallimento. Sembra Semplice, eppure ce ne siamo dimenticati.
Ora, ripeto, non è mia intenzione giudicare se manifestare in piena pandemia per veder riconosciuto il diritto di esercitare la propria professione sia giusto o da incoscienti, piuttosto mi limito ad interrogarmi sulle reazioni che tali manifestazioni suscitano.

Ho letto tanto odio sui social, ho letto articoli che banalizzavano le manifestazioni riducendole a poche centinaia di “sciamani, evasori, fomentatori, negazionisti”, ho sentito in tv che la credibilità della manifestazione era stata compromessa dall’essersi fatti affiancare dai violenti gruppi neofascisti, ho sentito politici tranquillizzare tutti con un “a maggio riapriamo tutto”. Insomma, di cose ne ho lette e sentite tante, ma di storie di piccola imprenditoria, di multinazionali del cibo, di Nutri-Score, di pericolo di svendita delle attività ristorative alle organizzazioni mafiose, ad oggi le uniche in grado di investire, di quello no, non ho sentito parlare.
Insomma: “State Zitti e Buoni” vince su “Resto Nudo e Manifesto” (che ovviamente non è nemmeno su Spotify)

Elisabetta Ciminelli

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