Al momento stai visualizzando #ZittieBuoni: Pensavo fosse un rapper…invece era un modello

#ZittieBuoni: Pensavo fosse un rapper…invece era un modello

  • Autore dell'articolo:
  • Categoria dell'articolo:#zittiebuoni
  • Commenti dell'articolo:0 Commenti
  • Tempo di lettura:4 minuti di lettura

Da piccola non avevo un modello, ne avevo tanti. Vedevo mia nonna preparare il sugo al pomodoro dalle 9 del mattino e mi stupivo della cura che riversava in quella preparazione. Vedevo Lorella Cuccarini ballare in tv e mi incantavo davanti alla bellezza e alla leggerezza di quei movimenti. Guardavo le partite della mia squadra del cuore e nel suo capitano sognavo il mio principe azzurro. Andavo a scuola e notavo nel mio maestro la responsabilità che si era assunto nei miei confronti e nei confronti di tutta una generazione che sarebbe passata davanti alla sua cattedra. Tornavo a casa e nel continuo confronto tra i miei genitori, sicuramente agevolato dall’assenza di dispositivi digitali, imparavo a discutere, a esprimere un’opinione ma anche ad ascoltare. In occasione del decennale della caduta del Muro di Berlino sognavo di diventare giornalista con le immagini di repertorio di una giovane Lilli Gruber seduta sul muro di Berlino, e solo pochi mesi prima mi ero emozionata per l’amicizia trasmessa da quel “And the Oscar goes to… Robertooooo”. 

Non che negli anni ’90 non ci fossero modelli sbagliati o modelli controversi, erano pur sempre gli anni di “Mani Pulite”, giusto per dirne una, ma si poteva scegliere! 

Già S C E G L I E R E, che bel verbo, aperto e intriso di libertà e possibilità. 

Oggi è tutto un po’ diverso: i modelli sono stereotipati, appiattiti da valori consumati e consumistici, dove la battaglia sociale più fervida nasce da un palco del primo maggio, dalla denuncia di un rapper, sposato con una influencer. Influencer, che strano nome! S’intende : “persona in grado di condizionare i gusti e le scelte di un determinato pubblico”.  Condizionare, dalla Treccani: “[…] Influenzare fortemente una persona, la sua volontà e libertà d’azione, così da determinarne il comportamento, il modo d’agire.  

La domanda che mi sono posta è: “Oggi come si scelgono i modelli? e quali sono?” Davvero siamo così schiavi dei condizionamenti e privati di sogni davvero nostri, libertà e singolarità. Possibile che i nostri mirror (neuroni specchio) siano completamenti “accordati” con l’imitazione di comportamenti stereotipati? 

Pare che la risposta sia Sì, o perlomeno lo è nella maggior parte dei casi. Ovviamente le categorie più influenzabili sono le persone fragili e/o con una cultura poco vasta, e gli adolescenti, perché in quella fascia d’età la ricerca della propria identità avviene proprio per osservazione e imitazione. L’analisi qui si sposta su un tema prettamente sociale e non più individuale e le suggestioni e gli argomenti allora diventerebbero davvero tanti. 

Su questo tema, più che mai, mi sono posta delle domande, tante domande. Difficile trovare risposte e alcune di esse le ho trovate percorrendo un viaggio sonoro tra mille suggestioni. Ho viaggiato tra stereotipi e provocazioni e, prima di rimettermi alle vostre, vi racconto che, a quanto pare, nell’età “elisabettiana” l’immagine di Elisabetta I Tudor fosse talmente idolatrata da spingere le suddite a tingersi i denti di giallo per imitare quelli marci della Regina. Insomma, la “supremazia” dei modelli nelle scelte dell’essere umano è evidente e forse anche inevitabile. Ciò che dovrebbe preoccuparci però, è che oggi il modello imposto, seppur veicolato da più soggetti, è un “modello unico”, e forse questo “male” non è figlio solo dei nostri tempi come testimoniano già le tendenze di giusto qualche secolo fa!

Condividiamo con voi il viaggio e stavolta più che mai vi chiediamo di aggiungere le vostre suggestioni con il linguaggio sonoro della musica… dite la vostra e ditecelo con la musica!

Luce Angrisani & Elisabetta Ciminelli

#lemaleducate

Ascolta Ora il WeeklyMix di questa settimana!

Segui e aggiungi i tuoi brani alla nostra Playlist Collaborativa Spotify

Lascia un commento