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#Zitti e Buoni: C’era una volta .. prima del perbenismo

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C’era una volta, ma adesso non ci può essere più, un principe azzurro che baciava una principessa addormentata. C’era una volta, ma adesso non ci può essere più, un ragazzino vestito di verde che si rivolgeva ai nativi americani con il tanto sprezzante appellativo di “Pellerossa”. C’era una volta, ma adesso non ci può essere più, una bambina che, dopo aver assunto qualche strana sostanza, veniva catapultata in un Paese delle Meraviglie. Tante altre cose c’erano una volta ma adesso non possono esserci più perché siamo tutti più “Corretti” e quindi vi abbiamo applicato un bel bollino rosso sopra.

Ma quanto dovrà ancora combattere l’arte, il sogno, la meraviglia, per poter sopravvivere al cinismo e al finto perbenismo del POLITICALLY CORRECT? Che poi, politicamente corretto in cosa?! Tuttalpiù dovrebbe essere moralmente coretto, eticamente corretto. Di cosa stiamo parlando in questa settimana? Ah scusate, forse dovremmo prima chiedervi il permesso di poterne parlare, altrimenti non è politically correct e vi potreste trovare spiazzati come Biancaneve a cui non è stato chiesto il permesso di essere baciata e salvata con il bacio del vero amore.

Contestualizziamo: alcune settimane fa si è sollevata una querelle sull’ormai noto caso del “bacio non consensuale a Biancaneve“. Un caso da cui si può trarre un’importante lezione, a patto di non iniziare a cadere in reazioni da “riflesso incondizionato” pavloviane, in preda a reazioni indignate del tutto immotivate, almeno stavolta. Riassumendo brevemente, la polemica è stata scatenata dalla recensione di due giornaliste americane in visita alla Disneyland in California. Le due, infatti, hanno puntato il dito contro questo bacio non consensuale messo in scena nel finale del giro in giostra adducendo che esso promuoverebbe la cultura dello stupro e chi, meglio della stampa italiana, poteva alzarne un polverone per mettere in atto una bella distrazione di massa? 

La realtà è che ancora una volta siamo davanti ad un tentativo, l’ennesimo, di manipolazione di un sistema conservatore che usa questi escamotage e questi “personaggi ad effetto” per portare avanti politiche conservatrici, manipolando i messaggi originali oltre che decontestualizzando completamente il cartoon dal tempo in cui fu prodotto. Il bacio, nella stessa fiaba, non è il bacio di un principe, bensì quello del vero amore, quello puro, che nulla chiede in cambio. È questo il messaggio che la Disney manda. È il bacio dell’amore incondizionato per niente intriso di imposizione (quindi la reazione pavloviana di molti nel reagire alla non consensualità è proprio simile ai cani del medico russo che ormai bavavano alla sola vista del pulsante rosso, sacrilegio!). Nulla ha di invadente o “violento”, e ricordo che fu prodotto nel 1938!

Ma sotto l’onda del caso “Grillo” in cui tutti fanno a gara per firmare la frase perfetta da buon maschio femminista e femmina misandra non c’è da meravigliarsi: il bacio non è consensuale e va denunciato! E ritorniamo sempre al solito problema: anche il revisionismo storico è vittima delle mode e del consenso. E dato che i temi del “femminismo perbenista” sono davvero in voga, ecco che ci chiediamo se la poveretta fosse d’accordo di farsi salvare la pelle con quel bacio. Magari avrebbe preferito giacere lì a vita. Perché non chiedersi, invece del ruolo periferico del Principe di Biancaneve, di Cenerentola e della Bella Addormentata? Nessuno ne ricorda i nomi, ma essendo di genere maschile, non hanno mica bisogno di una battaglia dell’esercito dei Buoni!!!

Ma ritornando al bacio, a riprova della “purezza” della pellicola del ‘38, va ricordato che c’è nel cartone di Frozen del 2013 “Il regno di ghiaccio” una scena simile: Frozen colpisce con il potere del ghiaccio accidentalmente la sorella Anna che ama tantissimo, la colpisce al cuore, e a salvarla dal diventare una stalattite umana sarà il bacio del vero amore. Parte del film è alla ricerca di quel bacio. Sarà del principe Hans? No, è un traditore avido. Sarà di Christophe, così gentile e carino? No! Alla fine sarà l’abbraccio e il bacio della stessa Frozen a salvarla, perché il vero amore non è sessualizzato, non è stigmatizzato, o vogliamo dire che anche quello fosse un invito all’incesto, per giunta lesbo?! Insomma, credo che ancora una volta ci troviamo davanti alla possibilità di capire che il benessere, l’evoluzione, la crescita e l’uguaglianza dei diritti dei valori si raggiungono solo quando esiste armonia, tolleranza verso il diverso, che rimane pur sempre una risorsa per l’evoluzione stessa. Non ci piacciono i perbenisti, ci piacciono le persone perbene, non siamo scostumate, donne senza un costume, per alcuni saremo maleducate, tocca vedere quel concetto di buona o mala educazione (nel concetto latino di educo, tirar fuori) su quali principi si poggia.

E voi siete perbenisti, conservatori, politically correct? O educati alla libertà, al diverso e alla tolleranza?

Attenzione a scegliere, potreste trovarvi a stare dalla parte di chi, una volta finito il revisionismo sul cinema, potrebbe proporre di mettere le mutande al David di Michelangelo!

Vi lasciamo come sempre le nostre suggestioni musicali, non siate silenti, siate liberi anche di dirci la vostra; e per divertirci un po’ di più, questa volta accanto alle canzoni dei cartoni animati, abbiamo scelto delle canzoni che ci starebbero potute entrare proprio bene in alcuni cartoon, aggiungete le vostre 😉.   

#lemaleducate

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Questo articolo ha 2 commenti.

  1. Andrea DL

    Etica e morale però non possono essere sovrapposti ed usati come sinonimi: la morale implica sempre un giudizio su qualcosa che può essere giusto o sbagliato da una certa prospettiva; l’etica è un atteggiamento che non corrisponde necessariamente ad un giudizio esterno o che, a grandi linee, lo ha interiorizzato. Il problema a mio avviso non sono il politically correct o la critica al linguaggio maschilista, ma la prospettiva moralista in cui spesso questi temi degenerano, dimenticando sia etica che morale.

  2. Elisabetta C.

    Ciao Andrea, concordo sul fatto che l’utilizzo dei due termini come sinonimo possa essere errato e fuorviante. Una trappola in cui si incappa sempre più di frequente in effetti. Allo stesso tempo, però, non escluderei un’ inevitabile sovrapposizione tra l’esterno e l’interno, il gruppo e il singolo, l’agire concreto con i suoi fondamenti. Detto ciò, hai colto proprio il mio malessere (e penso anche quello dell’altra #Maleducata): è proprio quella prospettiva moralista di cui parli ad “inquinare” alcune tematiche. Il rischio è quello di far abbassare la percezione di priorità su alcuni temi e “degradarli” al punto di falsare il giudizio su di essi.

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