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Ho capito che solo quando hai paura ti senti vivo

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“Ho capito che solo quando hai paura ti senti vivo! Il resto rende tutto uguale, tutto piatto!” (A. 14 anni)

“ho capito la differenza tra vivere e sopravvivere, non ho più paura di sbagliare, ho paura di stare a guardare e di morire stando a guardare la mia vita scorrere” (G. 19 anni).

Queste sono solo due delle tante frasi che porto con me in questa settimana di inizi e chiusure nel mondo della scuola; sono cominciati gli esami di fine percorso scolastico e dopo questo anno pandemico condito alla salsa alla paura, anche una tappa come l’esame di scuola media o superiore diventa ancor più una prova di vita. Ho ascoltato tante storie in questi mesi e la paura e il fallimento, l’errore e l’impotenza, sono stati i temi trasversali e comuni. Eppure pare che “notte prima degli esami” di Venditti non fosse scritta solo per gli esami di stato, lui ha dichiarato in un’intervista che si riferisse a tutti gli esami a cui siamo continuamente sottoposti, quelli di un partner, un genitore, il nostro Super-Io così esigente, quelli del capo, della società, della prova costume! Cos’è il fallimento? cos’è l’errore cosi temuto? Evitato come la peste?

Errore, dal latino error, derivato di errare, vagare, deviare, sbagliare. Eh già perché gli errori sono benedizioni, ci dicono che stiamo vagando, che dobbiamo deviare la strada, che quel comportamento, quel pensiero non funziona, è un segnale come quelli stradali, ci indica una strada. Prima cosa da sapere è che nell’errore non c’è COLPA, c’è evoluzione, vi è solo la caduta del perfezionismo; la seconda è che gli errori restano fin tanto non li comprendo e li correggo; terzo, se li correggo oggi modifico il mio futuro, non possiamo modificare il passato, bensì correggere il presente e modificare il futuro, si! Ecco questo approccio cambia tutta la prospettiva dell’errore! Se la settimana scorsa abbiamo provato a farvi riflettere sul fallimento, questa vorremmo portarvi a guardare l’errore con un occhio e un sentimento diverso, e se ci sono riusciti dei giovani ragazzi, perché non provarci?!

Quello che mi ha sempre affascinato dei supereroi è stato la ricerca dell’errore, della debolezza, del fallimento che rendeva gli stessi più vicini a noi, più umani. La Kriptonite per Superman ad esempio, ogni supereroe ha la sua nemesi, che si tratti di una sostanza, di un elemento, di una forza magica, di una persona o addirittura di uno stato emotivo, ve li ricordate? La nemesi è una situazione negativa che giunge immediatamente dopo un periodo particolarmente fortunato, sempre come atto predestinato alla compensazione. L’idea che soggiace a questo termine è di un mondo che risponde a una legge di armonia, per cui il bene deve essere compensato dal male in egual misura; ed ecco che anche i supereroi non sono perfetti. Erano però funzionali, molto funzionali! Facciamola sta distinzione tra perfetto e funzionale, comportamento, emozione, vissuto, persona, luogo… perfetto o funzionale? Nel concetto di perfezione c’è rigidità, dove c’è rigidità c’è morte, encefalogramma piatto; nel concetto di funzionalità c’è movimento, c’è vita, evoluzione.

Questa settimana auguriamo a tutti di commettere sempre tanti errori e di essere fortemente funzionali alla propria evoluzione, ricordandoci che infondo “La vita è come una bicicletta. Si deve avanzare, per non perdere l’equilibrio.” (A. Einstein)       

                                                                     #lemaleducate

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