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Gli Italiani amano la legge (ma da quando?)

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Un palazzo di 12 piani crolla a Miami. Dico: M.i.a.m.i., mica Genova. Poco dopo, 800 chili di dinamite vengono fatti brillare per alleggerire una frana a Perarolo di Cadore, comune di 374 anime. L’opera ingegneristica, la legge umana, va in frantumi mentre la forza della natura, seppur pericolante, mantiene a tal punto da costringere l’uomo a farla venir giù.

Che “eremiti anticonsumistici” saranno queste 374 anime di Perarolo per vivere lì? Che genitori saranno queste 374 anime? Saranno mica come la madre e il padre di Nicola, il bambino disperso e, fortunatamente, ritrovato dopo 36 ore di ricerche? Saranno mica anche loro fricchettoni non conformi all’approccio genitoriale più convenzionale? Ok. Lo sappiamo stiamo esagerando! La storia è seria! Anzi, le storie: quella di ancora indefinite vittime di un crollo a Miami, quella di una sventata catastrofe naturale e quella di un bimbo di due anni disperso, ma trovato vivo, dopo 36 ore. Ma dopo 36 ore in un bosco noi, amanti (dell’ultima ora) della legge, amanti delle tecnologie, del multitasking aziendale, delle call e delle dirette, saremmo sopravvissuti? 

Questo nostro dubbio maleducato non giustifica la “distrazione” (e speriamo che si tratti solo di ciò) dei genitori. Non prende le parti dei due apicoltori che per ben due volte su due figli (en plain!) secondo alcuni son venuti meno al compito della tutela e sorveglianza dei piccoli. Eppure conosciamo genitori che i figli se li perdono al supermercato, al parco mentre guardano il cellulare. Alcuni li dimenticano addirittura in macchina. Accade, quindi, anche in quelle situazioni così convenzionali, così vicine al modo di fare comune. E dai ammettiamolo, sarà capitato anche a noi di incantarci su tik tok e perderci di vista i nostri figli, ma in quel caso non è di certo come andare in stalla alle 9 di sera e accorgerci dopo ore che nostro figlio non è più a letto (perché non l’ hanno perso in montagna ma pare il bimbo fosse a letto). Beh m ‘è successo: ma tanto tutto il mondo continua a girare solo intorno al nostro ombelico. Signor Giudice, ciò che accade a me è possibile che accada, ciò che accade a chi è diverso da me no Signor Giudice, che inadeguatezza! Suvvia sono inadeguati! 

E rieccoci qui, ad osservare la fallibilità umana, ricorrendo al giudizio spinti dalla solita intolleranza (sono settimane che giriamo intorno a questo tema). Nel frattempo, mentre l’uomo e le sue leggi falliscono, non ci accorgiamo che c’è una frana che tiene: è lì per crollare ma va fatta esplodere! Mentre l’uomo e le sue leggi falliscono c’è un bambino di due anni che sopravvive da solo per 36 ore laddove vige solo una legge: quella della natura, quella di un bimbo che nella sua innocente natura ha anche la capacità di muoversi in un ambiente del genere, un tipo dalla tempra forte. In fondo dov’è che abbiamo vissuto prima di costruire delle case? Intanto alla gogna gli apicoltori che dal 2009 hanno deciso, per solo inutile vezzo anticonformistico, di ritirarsi lontani dai simboli capitalistici, sperando che i propri figli imparassero a piantare un pomodoro prima che ad accendere un PC. FRICCHETTONI! Etichetta messa! servizi sociali attivati! Noi medio borghesi così siamo più contenti perché, pur parcheggiando nei posti per disabili, pur guidando oltre il limite, pur non chiedendo lo scontrino, pur chiedendo un aiutino, pur riunendoci in quindici in famiglia durante il lockdown perché “tanto siamo sempre stati tutti super ligi e quindi non infetti”, a noi la legge CE PIACE!!!! A modo nostro, ma ci piace. Ma da quando è tornato (anzi, è diventato) di moda in Italia il rispetto della legge? Siamo pur sempre il paese che ha sminuito Mister B con un “alla fine lui é stato bravo a farsi i ca**i suoi”, che sintetizza, in poche parole, quello che in un paese normale denuncerebbero come “Conflitto d’interesse”! Oppure quell’odioso “e bravo il nonnetto con la minorenne”, che in un paese mediamente normale denuncerebbero quantomeno come un “porco”!

E ma a noi la legge piace, e a ricordarcelo interviene anche la voce di Sr. Anna Monica Alfieri in una lettera aperta a Fedez che se l’è presa con il Vaticano per l’ingerenza sul Ddl Zan. Dopo le accuse dell’ormai autoeletto paladino LGBTQ+, perlopiù banalità tira like sul patrimonio immobiliare e le tasse ancora dovute dal Vaticano allo Stato Italiano, e sulle accuse di pedofilia nei confronti di alte cariche della chiesa che non hanno ricevuto un giudizio dalla giustizia italiana perché tutelati da quella vaticana, e poco di concreto invece sul concetto di ingerenza e sul concordato (con il quale il rapper inizia la sua diretta senza poi approfondire), suor Alfieri, abituata ormai com’è ai talk, non ci sta e lo rimanda a scuola!!! Si rivolge a lui usando toni e modi ricercati che nel contenuto sono giudicanti e non tolleranti, ancora una volta per evidenziare che i “non convenzionali” tatuati, peggio se ricchi, dovrebbero tacere. Il Sig. Federico Leonardo Lucia (perché lo chiama con il nome di battesimo ovviamente), secondo la nuova maestrina del talk, dovrebbe tornare a studiare perché non sono vere le informazioni da lui divulgate e dannose, quindi, soprattutto per il tanto seguito di giovani che ha. Mi voglio fermare sulle parole aggressivo-passive in cui la suora sottolinea che Fedez non solo avrebbe un titolo di scuola di Secondo Grado, ma che forse si sarà venduto anche i libri e fa dell’ironia sul fatto che forse i soldi servissero per aiutare a casa o per fare beneficienza. Lui dovrebbe tornare a studiare, lei sottolinea di avere 3 lauree. Una gara a chi ha più diritto a dire la sua, o come diceva un noto politico a chi ce “l’ha più duro”.   

Ma i titoli non bastano eh, non credete di uscirne vivi da questa diatriba infinita, ve lo può dimostrare il caro “Sigfrido Ranucci”, lui anche se i titoli per parlare ce li ha eccome, necessita d’essere zittito perché tocca le poltrone scomode e il mondo delle convenzioni e delle leggi fatte in casa, ma neanche il Tar lo zittisce e lui, in conflitto con la sua legge naturale, non ci sta e solleva i polveroni che nascondono tutto il marcio. Mentre lui si rivela disposto alla galera pur di difendere le sue fonti, qualcuno subito “cinguetta” vendetta ricordando al conduttore che “la legge va rispettata”. Diremmo: Da che pulpito!!!

Davanti a tutte queste storture, sentiamo davvero che a salvarci potrà essere solo la legge della natura, quella che ha fatto resistere il piccolo Nicola in un bosco, quello che fa sopravvivere il dissenso oltre ogni sentenza del Tar, quella che permette alla libertà di prendersi il suo pezzetto nel mondo e di portare noi a sopravvivere come il nostro caro nonno Darwin ci ha insegnato: “Non è la specie più forte che sopravvive, né la più intelligente, ma la più sensibile al cambiamento”. 

E se tutto questo non ci salverà, se la legge del conformismo avrà la meglio “allora, in nome della legge, crocifiggiamoli tutti e chissà che al terzo giorno…!!!

#LeMaleducate

Questo articolo ha un commento

  1. Anonimo

    Parafrasando un noto aforisma sul piacere potremmo dire che….la tendenza ad appellarci alla legge quando ci fa comodo è essa stessa la legge!
    Mi ha sempre affascinato il dibattito sulla legge, sulla sua essenza e sulla sua “giustezza”, non a caso il primo testo classico che ho letto per intero è stato l’ “Antigone” di Sofocle, una tragedia che si regge su un’altra tragedia, quella del conflitto tra la legge degli uomini e la legge morale, tra la Legge e la Natura: «Non pensavo che i tuoi editti avessero tanta forza, che un mortale potesse trasgredire le leggi non scritte ed incrollabili degli dei. Infatti, queste non sono di oggi o di ieri, ma sempre vivono, e nessuno sa da quando apparvero».

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